La domenica splende il Sun

C’è un popolo di esperti e di politici che continua ad annunciare la fine di Rupert Murdoch, il collasso dell’impero, il tramonto di una stagione editoriale spregiudicata, al limite del legale, forse parecchio oltre. Poi arriva Murdoch in carne e ossa, un vecchietto sorridente, dice di non preoccuparsi, i giornali sono “un pezzo di me”, e la fine del mondo non arriva più. Il Sun, tabloid da due milioni e ottocentomila copie vendute al dì, era in rivolta.
10 AGO 20
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C’è un popolo di esperti e di politici che continua ad annunciare la fine di Rupert Murdoch, il collasso dell’impero, il tramonto di una stagione editoriale spregiudicata, al limite del legale, forse parecchio oltre. Poi arriva Murdoch in carne e ossa, un vecchietto sorridente, dice di non preoccuparsi, i giornali sono “un pezzo di me”, e la fine del mondo non arriva più. Il Sun, tabloid da due milioni e ottocentomila copie vendute al dì, era in rivolta: molti giornalisti erano stati arrestati per lo scandalo sulle intercettazioni illegali, aleggiava lo spettro della chiusura di News of the World dell’anno scorso (valeva un milione e trecentomila copie, il giornale più venduto alla domenica) e la redazione pareva poco docile, non vogliamo pagare per gli errori del gruppo. Due parole, un’idea di business e Murdoch ha messo a tacere i rivoltosi del Sun e i suoi detrattori.
Domenica prossima il Sun avrà la sua edizione domenicale – The Sun on Sunday – e il tycoon più potente del mondo starà a Londra a supervisionare perché la prima uscita sia spettacolare. Il giornale parte già con una prospettiva di successo a costo zero: se il 25 per cento dei lettori del fu News of the World torneranno a casa Murdoch, ci saranno già 325 mila lettori; se il 25 per cento dei lettori del Sun lo compreranno anche la domenica, ci saranno 700 mila lettori. Senza fare nulla o quasi, il Sun on Sunday ha già più di un milione di lettori (e molti disoccupati di News of the World saranno reintegrati nella nuova edizione). La rivolta è stata sedata, c’è un progetto nuovo cui lavorare, con tanti saluti ai forcaioli del Guardian, ai vip hackerati e a tutti quelli che i giornali sono morti.